Si può ristrutturre casa andandosene in vacanza?

coppia in vacanza

 Il vademecum per poter ristrutturare dedicando il tuo tempo libero a ciò che più ti piace, senza pensieri, stando comodamente seduto a casa propria e avendo il controllo su tutto!

A cura dell’architetto Simona Rizzo

Se stai leggendo questo articolo è perché la domanda ti stuzzica e forse ti sorprende anche. Sono sicurissima che mai e poi mai avresti pensato che è possibile ristrutturare la propria casa senza impegnare pensieri e senza sorbirsi tutte le rogne di una ristrutturazione.

In effetti  quello che pensano molte persone che hanno avuto esperienze di ristrutturazione o che si sono fatti raccontare da amici è spesso: ”… chissà che periodo di stress che mi aspetta… oddio come farò?”.

In questo articolo non leggerai favolette : ti racconterò come una ristrutturazione solitamente  può impegnare moltissimo del tuo tempo, “risucchiando” ogni tua energia vitale (spesso senza farti dormire la notte). Ma voglio anche spiegarti che esiste una soluzione alternativa, che ti da la possibilità concreta di non avere pensieri e potrai stare comodamente seduto a casa tua o andare a sciare durante i lavori, tutto sempre sotto il tuo controllo.

Non ti racconto alcun segreto magico; non ci sono trucchi, ma semplici regole, che se seguite alla lettera ti consentiranno di avere tutto questo: la tua libertà e la tua serenità. Ti garantisco che funzionano benissimo, perché le abbiamo sperimentate noi stessi e i nostri clienti ci hanno confermato che funziona alla perfezione (metti link ai testimonials).

Come ci siamo riusciti a rendere tutto questo possibile? Siamo dei geni o delle super star? Assolutamente no! Ora te lo spiego. Un po’ di tempo fa abbiamo semplicemente deciso di occuparci solo di ristrutturazioni di appartamenti.

operai al lavoro

Basta grandi progetti, basta grandi cantieri, basta negozi, basta ville, centri commerciali, uffici, bar e giardini. Abbiamo capito che per fare le cose bene e con cura non puoi farne tante diverse: non puoi sapere un po’ di tutto. Come dice un noto manager americano “Preferisco essere forte in qualcosa, che debole in tutto”. Perché ne saprai sempre un po’, ma un po’ oggi non è sufficiente.  Infatti  i clienti, come te, sono molto esigenti e quindi devi offrire tutta la conoscenza che hai e se non ce l’hai, devi avere la concentrazione di formarti e studiare sempre per quell’unico scopo.  L’unico modo per essere un esperto è dedicarsi ad una cosa specifica e impiegare tutto il tempo che hai per approfondire sempre di più per spaziare, per dare sempre le risposte più congeniali, più aggiornate, più sagge. Ed è proprio quello che abbiamo fatto. Un medico generico non sarà bravo a curare il tuo cuore quanto un cardiologo! Noi non vogliamo essere architetti generici che si occupano di tutto un po’. Noi vogliamo essere lo specialista per il tuo appartamento.

Questo ci ha permesso di mettere a punto il nostro sistema, basato su 6 semplici mosse, che se applicate alla perfezione, ti  consentiranno di ristrutturare la tua casa e avere la libertà di dedicare il tuo tempo a te stesso.

Prima di svelarti le regole, ti voglio raccontare in che come avviene mediamente una ristrutturazione, quante energie ti potrebbe assorbire e quali pensieri e stress ti causerebbe. Eviterò di raccontarti casi estremi o disastrati (a cui ho comunque assistito), ma ti scriverò di una storia realmente accaduta ad un mio cliente che aveva ristrutturato casa sua 7 anni fa con un altro architetto. Ti spiegherò come la ristrutturazione, seppur abbastanza ben riuscita, non sia stata un’esperienza entusiasmante, anzi un periodo di forte stress, di rogne e di preoccupazioni.  Tanto che alla fine ha pensato di non ristrutturare mai più in vita sua (fintanto che non ha conosciuto noi).

Ecco la storia di Paolo ed Michaela.

Paolo e Michela hanno una bellissima famiglia con 2 bambini. Paolo è direttore commerciale di un importante azienda americana, mentre lei insegna matematica in un liceo. Decidono di comperare una casa più grande in una zona centrale di Milano, ad un buon prezzo, ma sanno di dover ristrutturarla completamente, essendo molto vecchia.

La prima cosa che fanno, dopo aver acquistato la casa, è quella di richiedere dei preventivi all’impresa suggerita dall’agenzia immobiliare, che gli aveva già fatto una stima sommaria prima dell’acquisto. Giusto per avere un confronto chiedono un secondo preventivo ad un’altra impresa che aveva anni fa ristrutturato la facciata del loro vecchio condominio.

Non hanno bene in mente cosa fare nella loro casa, di sicuro vorrebbero una zona giorno più ampia e luminosa, per poter ospitare amici e organizzare cene e aperitivi. Vorrebbero un secondo bagno e soprattutto vorrebbero una casa un po’ cool, di cui vantarsi con i suoi amici.

Economicamente sono benestanti, ma sanno che hanno un budget da rispettare.

In poco tempo Paolo e Michela hanno in mano 2 preventivi , redatti dalle 2 imprese. Scelgono quella indicata dall’agenzia, non tanto perché più bassa, ma perché “a pelle” ispirava maggiore fiducia.

A questo punto cercano un architetto, sia per gli adempimenti in comune, sia perché sperano di ricevere dei suggerimenti per “abbellire” la loro casa. Non conoscendone uno di preciso, affidano il lavoro all’architetto suggerito dall’impresa.

Paolo, dopo un attenta lettura firma il contratto a forfait basato su di un modello “standard” fornito dall’impresa. L’architetto prepara i disegni da presentare in comune recependo le indicazioni ricevute dal committente.

Iniziano i lavori e con questo i primi problemi.

Le prime rogne arrivano dall’amministratore di condominio, che tra l’altro nessuno aveva pensato di avvisare. Paolo, in qualità di committente si dovrà sorbire una sfilza di telefonate per una serie di lamentele (rumori, operai che passando per le scale sporcano con le loro scarpe impolverate, attrezzi appoggiati nel cortile e così via). Tutto ciò purtroppo è inevitabile in un condominio signorile, specie se nessuno ha mai pensato di mettere per iscritto le regole da imporre all’impresa per muoversi negli spazi comuni (ad esempio indossando dei calzari per evitare di sporcare l’androne). Il contratto è stato proposto dall’impresa (che mai e poi mai ha pensato di inserire delle simili clausole). E l’architetto non si è preso l’incarico di sorbirsi le rotture condominiali, visto che non era previsto nell’incarico e nessuno ha mai pensato di chiederglielo. Paolo, che nemmeno mai avrebbe pensato a questa cosa, si è dovuto sorbire tutte le lamentele, tra una riunione aziendale ed un’altra. Per fortuna, poi l’impresa ha capito la situazione disperata di Paolo e ha adeguato il suo comportamento.

cantiere

I lavori procedono. La presenza dell’architetto è saltuaria (quasi assente): infatti, sebbene egli rappresenti la figura del direttore dei lavori (viene indicato nel modulo della pratica edilizia), ci si accorda tacitamente affinché la reale direzione lavori in cantiere venga svolta dall’impresario, che pertanto vigila in cantiere tutti i giorni, controllando la correttezza dei lavori eseguiti dai suoi stessi operai. Questa cattiva abitudine, purtroppo molto diffusa,  fa si che il controllore (che deve controllare se stesso) non fa sempre al meglio il suo lavoro. Il risultato è che spesso la qualità del lavoro si abbassa. Per fortuna per Paolo e Michaela, l’impresa ha lavorato abbastanza bene e quindi i difetti sono stati contenuti (ma comunque ce ne sono stati).

Quello che è realmente mancato a Paolo e Michaela è il secondo grande ruolo che deve assumere il direttore dei lavori: non deve solo controllare, ma deve anche mediare tra impresa e committente; colui che fa da tramite. Ti spiego subito cosa intendo, raccontandoti cosa è successo. Ad un certo punto ci si accorge che dove prevedevano di fare il secondo bagno, non è più possibile allacciarsi allo scarico (per un motivo tecnico che non sto a spiegarti). Certo, se fosse stato fatto un rilievo accurato ed un progetto esecutivo accorto, tutto questo si poteva evitare; ma non è stato così. L’impresario chiama Paolo e gli spiega la situazione (altra rottura telefonica per Paolo). Paolo, non capendo una “cippa” di quel gli viene detto al telefono, chiede al suo architetto la cortesia di venire anche lui in cantiere a vedere. Organizzano un incontro per la settimana successiva (Paolo era a Roma per lavoro), durante il quale gli viene spiegato che è necessario fare un certo lavoro per poter realizzare il bagno dove era stato pensato, oppure andava rivoluzionato tutto. A quel punto l’umore di Paolo precipita bruscamente: non aveva alcuna voglia di trovarsi in cantiere in quel momento (preferiva starsene altrove) e non aveva alcuna voglia di cambiare progetto. Per cui si decide di fare l’intervento necessario, pur pagando un certo “extra” che prima o poi l’impresa gli avrebbe quantificato. L’architetto, che era presente, non ha fatto altro che annuire approvando tutto ciò che l’impresario proponeva. Del resto lui era stato chiamato direttamente dall’impresario e non poteva certo andargli contro. Inoltre non era mai entrato nel vivo del contratto (non ha affiancato Paolo nella stipula e non ha nemmeno redatto il capitolato, fornito dall’impresa).

Purtroppo questi episodi si sono verificati più volte: Paolo lo ha capito non solo per le numerose scocciature che si è dovuto sorbire, ma soprattutto quando si è accorto che il budget si è impennato del 20% solo per questi “imprevisti in corso d’opera”.  Qui è mancata la figura del mediatore di cui ti parlavo prima: cosa avrebbe dovuto fare il direttore dei lavori?  Una cosa molto semplice: far applicare il contratto a “forfait”. Infatti il contratto che avevano sottoscritto era a  forfait e quindi imprevisti come quelli capitati fanno parte del rischio di impresa e nessun extracosto doveva essere richiesto al committente. Purtroppo per Paolo è mancata la figura del direttore dei lavori “mediatore” che poteva essere svolto solo da un professionista incaricato da lui e che stesse dalla sua parte (non dalla parte dell’impresa). Ci tengo a precisare che Paolo è un importante manager, molto in gamba; purtroppo però non è abituato a “ristrutturare” casa e quindi certi meccanismi non gli sono noti.

Rimanendo in tema di budget, gli extracosti sono lievitati anche per scelte e cambiamenti fatti da Paolo (e soprattutto Michaela)  in corso d’opera. In questo caso la colpa non è dell’impresario, ma di come è stato impostata tutta l’operazione. Mi spiego meglio: i committenti non avevano in mano un vero progetto, poiché l’architetto è stato chiamato solo per mettere a punto dei disegni già decisi (ed il suo compenso era adeguato a questo). In questo caso il progettista avrebbe dovuto fare uno studio approfondito del sito e del committente, studiando approfonditamente i  bisogni della famiglia di Paolo e tutte le variabili in gioco in modo da consegnarli un progetto su misura che gli calzasse a pennello come l’abito di un sarto. Ma questo non è stato fatto.

Quindi, man mano che avanzano i lavori, Paolo e Michaela si accorgono di desiderare cose cui prima non avevano neanche pensato: ad esempio un sistema automatizzato di chiusura delle tapparelle. Già, Paolo che è un perfezionista e che credeva di aver  pensato a tutto, si era dimenticato di alcuni particolari importanti. Del resto non fa l’architetto di mestiere. Purtroppo non ci aveva pensato neanche l’impresa, che, con l’auspicio di tenere basso il preventivo, non aveva inserito nel capitolato determinate voci, ritenute superflue, ma che poi superflue non lo sono state.

Ovviamente si è potuto rimediare, ma a che prezzo! Devi sapere infatti che, una volta firmato il contratto, la tendenza delle imprese (tutte) è di far pagare a caro prezzo gli extracapitolati.

Le rotture di Paolo (e di Michaela) non sono finite qui.

Tralascio i suoi weekend da incubo tra uno showroom ed un altro alla ricerca delle piastrelle, delle porte della cucina e così via: ovviamente fanno tutto da soli, perché il loro architetto non si è reso disponibile (non era stato nemmeno previsto nel suo compenso) e si sono persi nelle infinite possibilità di scelta. Certo che sarebbe stato davvero bello per Paolo se qualcuno, conoscendo bene i suoi gusti, gli avesse portato dei campioni preselezionati a casa sua. Sarebbe stato anche più facile scegliere. Purtroppo in questo caso, come nella maggior parte delle ristrutturazioni, la scelta delle finiture è stata rimandata in fase esecutiva, cioè dopo aver abbondantemente iniziato i lavori.  Anche questo ha causato un aumento del budget. L’impresario, nel suo preventivo, aveva previsto delle piastrelle di un certo costo, non troppo alto, sempre per contenere il costo complessivo. Purtroppo piastrelle di quel costo non piacciono a Michaela (che a dire il vero ha proprio buon gusto). Quindi ne scelgono di altre, che ovviamente costano parecchio di più. Se avessero scelto le piastrelle prima di firmare il contratto (cioè prima di fare il capitolato) avrebbero potuto risparmiare su altro (ad esempio i sanitari) mantenendo il budget fisso.

A questo punto della ristrutturazione (siamo arrivati alle finiture) Paolo e Michaela si accorgono che la loro casa  non sarà pronta per la data prevista. Iniziano le notti insonni e le preoccupazioni. Infatti, vendendo la loro casa, si erano impegnati a lasciarla entro una certa data. Ma dove andranno a dormire visto che la casa nuova non è ancora pronta. Paolo, che è un uomo di polso, decide di affrontare l’argomento con l’impresario e convoca una riunione con l’architetto. L’impresa si giustifica addossando le colpe agli imprevisti e al tempo perso per la scelta delle finiture (a dire il vero la scelta non è stata veloce, Paolo non aveva molto tempo per lo “shopping”. L’architetto non si sbilancia e cerca di trovare una soluzione: velocizzare le lavorazioni. Paolo, che è una persona pratica, si sente preso in giro e paventa l’ipotesi di addebitargli i costi dell’albergo e del deposito dei mobili. L’albergo con 2 bambini che vanno a scuola è un’idea raccapricciante, ma sembrava l’unica soluzione.  A questo punto l’atmosfera si surriscalda e l’impresario gli fa notare che nessuna penale era prevista nel contratto, ma che avrebbe fatto di tutto per finire il prima possibile. Paolo si morde le mani per non aver previsto una clausola del genere (e pensare che è un manager….). E’ chiaro che ci avrebbe dovuto pensare qualcuno che, stando al suo fianco e pratico di questioni edilizie, avrebbe dovuto guidarlo nella redazione del contratto, scrivendo tutte le clausole, compreso le penali. In questo caso, come nella maggior parte dei casi, il contratto (un modello standard) è stato preparato dall’impresa. Paolo lo ha letto attentamente prima di firmare ma, non essendo uno esperto della materia, ha trascurato alcuni dettagli.

Fortunatamente tutto si è risolto positivamente. La casa è stata consegnata con 3 settimane di ritardo e l’acquirente della vecchia casa di Paolo e Michaela, capendo la situazione, ha accettato di entrare 3 settimane dopo.

Si poteva evitare tutto questo? Certo. In tre semplici modi:

  1. Con un progetto super dettagliato, cercando di limitare il più possibile gli imprevisti
  2. Con delle penali nel contratto
  3. Con una direzione lavori efficiente, che stesse dalla parte del committente (quindi non svolta dall’impresario o da un architetto indicato da questa) e che fosse in grado di tenere sotto controllo i tempi (e i costi) con strumenti scientifici e collaudati.

Questo ultimo aspetto è molto importante e necessita di un approfondimento a parte. Se sei interessato puoi leggere qua (link sulla direzione lavori).

Siamo quasi alla fine. Paolo e Michaela sono molto stanchi, avranno certamente bisogno di una vacanza per riprendersi. In questo periodo hanno dovuto rinunciare alla loro serenità e alla loro tranquillità. Paolo sapeva che sarebbe stato difficile e che avrebbe dovuto rinunciare per un bel po’ alle sue partite di golf, ma non pensava fino a questo punto.

Oltre a quello che ti ho appena raccontato, Paolo ha dovuto sorbirsi tutta una serie di pippe (l’idraulico che chiamava per la posizione degli split, l’elettricista che voleva conferme sulla posizione delle prese, mobiliere che doveva coordinarsi con il muratore e continuava a rompere tutti i giorni, e così via).

operaio

Alla fine il  lavoro è riuscito bene, anche se non era proprio quello che si aspettavano: infatti, hanno dovuto rinunciare a tanti piccoli particolari che avrebbero reso speciale la casa di cui andare fiero con gli amici propri. Tutto questo per contenere il più possibile lo sforamento del budget.

Le scocciature per Michaela non sono terminate una volta entrati nell’appartamento. Paolo si è dovuto assentare per qualche settimana (aveva un lungo periodo di trasferte negli USA) e aveva lasciato il compito di raccogliere tutti i documenti, le certificazioni  e gli incartamenti della ristrutturazione (e ti assicuro che on sono pochi) a Michaela. Lei fa il possibile, ma per quanto brava (è un’insegnante di lettere) non sapeva bene cosa richiedere. Con un po’ di telefonate ed un po’ di ricerca su internet, ci è riuscita in 5 settimane (mancava sempre qualcosa): qualcosa gli è stato consegnato cartaceo, qualcosa via mail. Alla fine le tocca sperare di avere quel che occorre e sopratutto di trovarlo. E come se non bastasse si è dovuta sorbire anche i tecnici di sky, di fastweb e così via (con le noiose procedure burocratiche per gli allacciamenti).

Se hai letto tutta la storia che ti ho raccontato, forse ti starai preoccupando. Ma non è questo il mio scopo. Ho voluto semplicemente spiegarti come avviene mediamente una ristrutturazione e come può impegnare molte delle tue energie. Tutto sommato è una storia a lieto fine e non ci sono stati grossi guai; l’impresa è stata abbastanza seria e all’altezza della situazione. Pensa infatti che guai ci sarebbero stati se gli operai fossero stati non in regola (chi controlla, tu?), se l’impresa non si fosse impegnata nella consegna (altro che 3 settimane di ritardo) e se non avessero tenuto un comportamento civile nel condominio (litigi a non finire coi condomini).

Ti starai chiedendo se c’è un modo per evitarti tutto questo stress. Come ti ho scritto in premessa il sistema c’è. Ci sono delle semplici regole che devi seguire: se seguite alla lettera ti consentiranno di ristrutturare una casa, standotene comodamente seduto in poltrona, a sciare o in vacanza. e tutto questo avendo sotto controllo la situazione. Sarai assolutamente  partecipe della ristrutturazione (in fondo e casa tua) ma eviterai tutta la parte brutta e noiosa: le telefonate di scocciatori, assistere a riunioni nella polvere di cantiere, discutendo di aspetti tecnici di cui non ne sai molto, occuparti delle parti burocratiche, gestire i rapporti con le maestranze, litigare (o discutere) con l’impresa, tenere i rapporti col condominio, scegliere l’impresa più adatta a te, girovagare per gli showroom a caccia della piastrella perfetta, coordinare il trasloco, occuparsi degli allacciamenti (sky, enel, fastweb, gas ecc…). Inoltre potrai avere la sicurezza che tempi e budget vengano rispettati e che il risultato finale sarà certamente quello da te desiderato: potrai andarne fiero coi tuoi amici al sabato sera.

Veniamo al dunque. Ecco le regole. Cercherò di spiegartele in modo sintetico, così che tu possa capire, leggendo dell’esperienza di Paolo e Michaela, perché hanno così tanto patito.

  • Il progetto

Tutto parte da un progetto realizzato da un professionista che ti deve calzare a pennello come l’abito di un sarto: questo potrà avvenire se il professionista dedicherà del tempo a studiare approfonditamente i tuoi bisogni, il sito d’intervento e tutte le variabili in gioco. Il rilievo accurato e approfondito nell’appartamento da ristrutturare è fondamentale.

Devi assicurarti che l’architetto che sceglierai vorrà il tuo coinvolgimento, raggiungere insieme a te il risultato finale e non imporlo dall’alto come il superarch. Solo così il progetto ti calzerà a pennello. Solo così potrai dire che il tuo appartamento ti è stato ricamato addosso da un sarto e rispecchia perfettamente il tuo modo di vivere. Li ci potrai racchiudere tutte le persone più care della tua vita e conservare tutti i ricordi più belli: i tuoi figli che crescono, i tuoi amori e i tuoi cari, anche quelli pelosi. Pertanto scegli l’architetto che più ti va a genio, ma dovresti assolutamente:

  • diffidare degli architetti ”low cost” (che lavorano on line e trascurano tutta questa prima parte fondamentale); questi ti propongono progetti via web a basso costo come possono realizzare un progetto cucito su misura per te e che soddisfi appieno il tuo stile, i tuoi bisogni e i tuoi desideri senza averti mai incontrato e conosciuto? e come fanno a operare su un appartamento senza averlo mai visto, ne compreso o analizzato? La risposta è semplice: non possono! Ti faranno un progettino molto “aleatorio” e che non ti apparterrà mai;
  • diffidare degli degli “architetti portati o presentati” dalle imprese, proprio come quello che ha lavorato per Paolo e Michaela. Fossero anche i più bravi ed esperti, loro non faranno mai appieno gli interessi del committente, cioè i tuoi. Ma saranno sempre condizionati (e inconsciamente “debitori”) nei confronti di chi gli ha procurato il lavoro. Infatti, molto spesso il loro operato si limita alla redazione del progetto da presentare in comune e al massimo ti daranno qualche buona idea per il tuo appartamento;
  • diffida soprattutto degli architetti generalisti, che fanno un po’ di tutto e che non sono specializzati in una sola cosa: nella ristrutturazione degli appartamenti.
  • La scelta dei materiali e delle tecnologie

Come puoi evitare di dedicare gran parte dei suoi sabati a girovagare per gli showroom della città (sperando che non siano troppo lontani), sbattendo letteralmente la testa tra le moltitudini di materiali, colori eccetera? Per di più trascinato dall’instancabile moglie che si dimena con foglietti di pubblicità e ritagli di riviste d’arredamento alla ricerca di QUELLA carta da parati o di quell’INDISPENSABILE divano. Se tu hai pazienza…..ben venga! Altrimenti sappi che puoi passare la palla,ovvero la moglie in trans agonistico da piastrelle al tuo architetto. Ovviamente sempre che sia disponibile a farlo e che abbia investito del tempo nello studio dei tuoi bisogni e dei tuoi gusti.

Il tuo bravo architetto dovrà selezionare per te DUE massimo TRE prodotti in funzione di quello che va bene per te e di quello, soprattutto e che ci hai fatto intendere che funzioni per te. Ti porterà i campioni a casa tua così che tu possa fare la scelta definitiva.

Così la scelta è più facile  e non dovrai girovagare e impazzire tra le miriadi di possibilità facendoti venire un mal di testa cronico.

  • Il tuo unico referente

È importantissimo avere un’unica persona (il tuo architetto) che ti curi ogni adempimento burocratico (e non solo), dall’inizio alla fine. Così non dovrai preoccuparti di ricevere estranei o fare telefonate a persone che non conosci.

Dovrà occuparsi di  tutte le pratiche che devono essere presentate e le figure che dovranno essere nominate. Tu dovrai solo esserne al corrente e firmare quando serve.

Ristrutturare anche un solo appartamento può richiedere diversi adempimenti.  Del resto, si sa che nel Belpaese la burocrazia impera. Quindi ti sarà molto utile che qualcuno se ne occupi per te.

E infine dovrà eventualmente avere a che fare con diverse figure che possono affacciarsi nella vicenda seppur non necessariamente invitati. Ricordi le telefonate che Paolo si è dovuto sorbire? L’amministratore, il mobiliere, l’elettricista, il trasfocatore, tanto per citarne alcuni.

Hai mai riflettuto su cosa significa doversi occupare di tutto ciò? Hai mai pensato alle ore che dovresti passare al telefono? E ai documenti da preparare o spedire? E qualora avessi necessità di fare delle comunicazioni ai vari soggetti, potrai delegare lui.

  • La scelta dell’impresa

Per  selezionare l’impresa giusta e al prezzo certo e non avere problemi  è necessario essere in possesso di:

  • un progetto super particolareggiato. Senza un progetto definito nei minimi particolari e ben messo su carta, non potrai mai pensare di avere un preventivo certo dei costi e tanto meno sicurezza sui tempi, evitando il più possibile gli imprevisti. Ma questo funzionerà davvero se il tuo progettista avrà studiato bene l’appartamento e capito i tuoi reali bisogni, traducendoli nel progetto;
  • un capitolato ben definito e redatto dal tuo professionista: conterrà tutte le informazioni, le scelte e le indicazioni per consentire all’impresa di redigere il preventivo. Tutte le imprese dovranno avere lo stesso capitolato su cui calcolare il proprio costo. Ti ricordi la vicenda di Paolo? Erano stati commessi 2 errori fondamentali: ogni impresa aveva redatto un preventivo su un capitolato redatto da se stessa. Quindi ogni impresa aveva preventivi diversi e capitolati diversi. Inoltre, per contenere i costi, l’impresa aveva omesso determinate voci (che poi si sono rivelate fondamentali, come la chiusura motorizzata delle tapparelle). Solo il tuo architetto conoscerà bene le tue esigenze e quindi, solo lui potrà redigere il capitolato corretto. Decidere in corso d’opera di realizzare delle opere (perché dimenticate nel capitolato) ti costerà di più, perché l’impresa, ormai sicura di aver preso il lavoro, ti farà meno sconto.
  • un contratto curato dal tuo professionista (e non dall’impresa), così sarai tutelato per tutti i lavori. Non devi vederlo come uno strumento che “soffoca”, ma semplicemente come un elemento che ti tutela in caso di discussioni. Per questo motivo è bene che esso venga analizzato e curato in ogni dettaglio. Non è necessario che sia lungo e corposo, ma che contenga i punti più importanti del vostro accordo, in maniera semplice precisa e inequivocabile. È bene che non sia troppo sbilanciato a tuo favore (e che sia capestro per l’impresa): deve essere giusto, equo e chiaro. La chiave sta proprio nell’equità.

Oltre a questi tre aspetti fondamentali, il tuo professionista dovrà fare una serie di valutazioni, controlli e verifiche per aiutarti nella scelta. Se sei interessato a saperne di più puoi approfondire leggendo qua (link al libro? O ad altro articolo)

  • il controllo dei tempi, dei costi e della qualità

sono certo che questo è l’aspetto che ti sta più a cuore: del resto, lo avrai capito con il tuo lavoro, tutto ciò è alla base di ogni “business”. Figuriamoci se non lo è per la tua ristrutturazione.

Ciò a cui dovresti aspirare tu non è il delegare ad una persona terza tutto ciò senza entrare minimamente nel discorso. Sono sicuro che la tua aspirazione è quella di avere comunque la sensazione di avere tutto sotto controllo. Nulla deve sfuggirti di mano. Ovviamente dovrai essere certo che qualcuno si occupi “fisicamente” di vigilare su questo e con strumenti ben precisi.

Infatti sarà proprio il direttore dei lavori che dovrà occuparsi di questo. Però devi stare attento a 2 aspetti: il primo è che questa figura deve stare al tuo fianco e non deve coincidere con l’impresa (o con una figura da essa suggerita). Lo hai di certo capito leggendo la storia di Paolo e Michaela. il secondo è che non devi accontentarti della frase di rito che qualsiasi professionista di proporrà: “certo che farò una buona direzione lavori, vigilerò e controllerò con accurati sopralluoghi in cantiere!” purtroppo la nostra esperienza ci insegna che la buona volontà non è sufficiente. Dovresti come prima cosa chiederti quali strumenti intende utilizzare il direttore dei lavori per garantirti il controllo.

Noi, che abbiamo deciso di occuparci solo di ristrutturazione di appartamenti, abbiamo deciso di utilizzare il seguente strumento

il REPORT SETTIMANALE che ti spediremo via mail (e che condividiamo con te su un apposito sito da te accessibile anche a Cortina mentre stai sciando).

Tale report sarà composto da: grafici, rapporti, fotografie, relazioni, controllo settimanale del cronoprogramma, con lo stato di avanzamento dei lavori, le percentuali di opere eseguite, quanto manca al completamento ed il programma per la settimana successiva. Quindi verifichiamo settimanalmente (quindi con cadenza regolare  e programmata)  che tutto proceda come previsto, come stabilito. In questo modo, con questi strumenti,  riusciamo ad avere costantemente sotto controllo il punto della situazione e intervenire subito se si rendesse necessario: riusciamo immediatamente a capire se si sta verificando un ritardo e come correggere. Ci accorgiamo e ti informiamo immediatamente se ci fossero possibili aumenti di costi o al contrario, possibilità di risparmio, tenendo aggiornata una apposita tabella. Infine, in caso di imprevisti, ti comunichiamo quale azione deve essere intrapresa dall’impresa per recuperare o rimediare.

Uno strumento simile viene utilizzato nelle grandi opere, ma noi lo abbiamo perfezionato ed adattato alla ristrutturazione degli appartamenti, perché vogliamo garantirti il pieno controllo dei tempi di esecuzione e dei costi, proprio come ti abbiamo promesso.

Questo strumento ti offre due vantaggi: il primo, te lo ripetiamo, è il pieno controllo dei tempi e degli extra costi. Il secondo, secondo noi fondamentale, è la tua libertà! Noi monitoriamo con questi strumenti costantemente la situazione e tu potrai anche evitare di venire in cantiere a visionare o preoccuparti dell’andamento. Potrai andartene a nuotare alle Maldive e aggiornarti via web sull’andamento. Se non ami il cantiere, la polvere e i calcinacci e ti aspetti di vedere solo il risultato finale  nei tempi e nei costi stabiliti, puoi monitorare la situazione standotene comodamente a casa tua. Il lavoro sporco lo faremo noi per te. Ma tu avrai comunque il controllo della situazione.

  • A fine lavori ti consegneremo tutti i documenti, le schede tecniche e i certificati in un unico faldone da noi preparato: così non dovrai andare alla caccia di questi documenti, ne impazzire per cercarli quando ti serviranno.

Perchè siamo così sicuri di poterti offrire tutto ciò? Ricordi quello che ho scritto all’inizio di questo articolo? noi abbiamo fatto una scelta: abbiamo semplicemente deciso di occuparci solo di ristrutturazioni di appartamenti. Questo ci ha permesso di essere degli specialisti nelle ristrutturzioni di appartamenti e di studiare e approfondire ogni aspeto e ogni meccanismo. Questo ci ha permesso di mettere a punto il nostro sistema che possiamo garantire al 100%.

Se non lo hai ancora fatto puoi scaricare il nostro regalo per te: è un opera preziosissima che contiene una vagonata di informazioni utili per te. Potrai così ritrutturare casa tua in maniera colta e consapevole. Per ottenerlo clicca qua

Se invece vui contattarci, conoscerci di persona e saperne di più, fallo ora: clicca qua. Ti possiamo incontrare e spiegarti di persona come lavoriamo per persone esigenti come te.